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1 marzo 2008

Come e' fatta Internet?

Da [Discover Magazine]

Le informazioni che viaggiano attraversano lo spazio cibernetico viaggiano in piccoli pacchetti attraverso tutto il mondo. Utilizzando dati presi durante un periodo di due settimane di Aprile 2005, la Cooperative Association for Internet Data Analysis (CAIDA) ha registrato gli spostamenti di questi pacchetti di hub in hub e da paese a paese per creare una "diapositiva" della topologia della grande rete. Ve la proponiamo qui sotto:

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14 aprile 2007

Un americano vuole bombardare l'Italia!!

Questo video (in inglese, sottotitolato in inglese..) mostra come parte del popolo Statunitense abbia le idee confuse su alcuni temi - più o meno caldi. C'e, appunto, chi arriva a dire che il prossimo paese che gli Stati Uniti dovranno invadere in Medio Oriente sia l'Italia.. chi la Francia... ci sono altri che basta che su una cartina del mondo venga modificato il nome dell'Australia, che sono pronti a identificare quest'ultima con l'Iran! Divertente e sconcertante, anche se sono convinto che un servizio del genere (effettuato dalla tv satirica australiana CNNNN) possa avere risultati simili in qualsiasi paese. Ecco il video:



[grazie per la segnalazione]

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12 aprile 2007

La morale degli occhi (M. Gramellini)

"L’ultima è la ragazzina di Genova che per il sedicesimo compleanno organizza una seduta plastica sul divano con tre amici e una videocamera, salvo poi ritrovarsi spiata dal buco della serratura di Internet. Facendo eco a Blair, dal mondo degli adulti s’alza il grido: «Censura» e riparte il dibattito se sia lecito diffondere i filmini che quella parte di gioventù che sta tre metri sotto il cielo produce ormai a ritmi industriali. Perché sembra solo questo il problema: non il sesso spoetizzato, il bullismo sadico, la cafonaggine trionfante, ma la loro riproduzione in immagini a disposizione di tutti.

Sento forte puzzo di ipocrisia. Ammettiamo che Internet moltiplichi l’effetto di certe cadute di gusto e che la possibilità di accedervi da protagonisti costituisca per qualcuno uno stimolo a compierle. Ma il deserto morale che scorre sul computer non nasce lì dentro, ma dalla vita reale. Volgarità, arroganza e vuoto interiore esisterebbero anche se la Rete smettesse di diffonderli. Sarebbe solo più difficile avere cognizione della portata del fenomeno, che per tradursi in notizia avrebbe bisogno di un dramma, come nel suicidio dell’adolescente sfottuto dai compagni. Se le battutine sulla sua omosessualità fossero finite in un video di You Tube, magari si sarebbe riusciti a salvarlo. Invece i censori pensano che per risolvere i problemi basti allontanarli dagli occhi: l’unico strumento che sono ancora capaci di usare, avendo da tempo perso l’alchimia per connettersi con il cervello o addirittura col cuore."

Massimo Gramellini, la Stampa, 12 Aprile 2007

...il grassetto è mio

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6 aprile 2007

Spot Eco-Virale: operazione riuscita



Questo spot geniale, da qualche giorno, fa molto parlare di sé in rete. Esempio palese di viral marketing è, al contrario di quanto molti sembrano pensare, parte di un progetto di sensibilizazzione ambientale promosso da mtv. Pare che ci sia gente che ha chiamato il numero verde, interessata all'affarone.. Mah!

Da oggi lo spot si conclude con la frase: "oltre 45 km quadrati di coste italiane rischiano di sparire per sempre. E questo non è un pesce d'aprile".

Come a dire: siamo nelle

mani di mtv, visto che i telegiornali - che dovrebbero parlare di questo tutti i giorni come prima notizia - relegano questi temi in quinta posizione nelle loro scalette. Parlandone, poi, sempre in termini moooolto poco allarmistici rispetto alla reale urgenza.

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15 marzo 2007

La foto del giorno



La notizia di oggi ci arriva dritta dalla Cina, e piu' precisamente da Chongqing.

Il lotto di terreno che vedete nella foto e' destinato ad ospitare un centro commerciale gigante nuovo di pacca, ma c'e' una persona che non e' d'accordo: quella che vedete nella foto e' la sua casa in cima ad una collinetta alta all'incirca 10 metri.

Sembra infatti che questo signore si rifiuti in tutti i modi di vendere il proprio pezzetto di terreno ad una cifra inferiore a 1.3 milioni di sterline, ovvero 20 milioni di yuan.

La risposta della societa' responsabile per la costruzione del centro commerciale, la Chongqing Zhengsheng Real Estate Company, la potete vedere nella foto. Un po' drastica...

La casa e'completamente isolata dal resto del mondo adesso, ma il signore sta tenendo duro;
sembra che la sua risposta sia stata "Datemi 20 milioni di yuan, o rimarro' qui fino alla fine del mondo".

Beh, questa si' che e' tenacia...

via [Ananova]


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29 gennaio 2007

Domeniche di incentivo al consumo, non "ecologiche".

Io penso che le domeniche ecologiche siano una misura, nella migliore delle ipotesi, inutile. Non basta certo un giorno al meso o giù di lì a cambiare la qualità dell'aria di una metropoli. Anche l'effetto sensibilizzazione che dovrebbe avere la misura viene decisamente indebolito dalla scomodità e dalla rabbia di chi, quel giorno, abbia degli impegni inderogabili.

Ma quello che trovo odioso è un altro aspetto. L'imposizione di blocco delle vetture "inquinanti" fa esclusione di vetture elettriche, di vetture GPL, di vetture con permesso per handicap e di vetture che rispettino le norme Euro4. Ecco, io questa cosa dell'Euro 4 non la tollero. Continua a sembrarmi un'operazione spudoratamente commerciale che inoltre penalizza le fasce sociali che non possono permettersi un cambio di macchina che vada alla stessa velocità della produzione di nuove norme Euro-x. Anche perché già dal 2009 parte l'Euro5, poi sarà il momento dell'Euro6. Boh... mi sembra una presa per il c***. Non mi sembra il modo per dare un taglio. "Comprate nuove macchine!! Consumate, consumisti!!!"... mah...
Senza considerare l'introduzione dell'equivoco che le vetture Euro4 o GPL siano non inquinanti, come le elettriche...

E poi si introduce un incentivo ovvio a livello, diciamo, meno superficiale: dal punto di vista dell'inquinamento in termini di sostenibilità ambientale, non sono certo che il bilancio sia palesemente a favore di chi compra una macchina ogni due anni rispetto a chi ha la stessa macchina da molto più tempo.

Io, onestamente, preferirei magari delle misure più strutturate, più organiche, magari più impositive e "dittatoriali" ma che vadano da qualche parte. Che abbiano un senso. Preferirei, ad esempio, veri blocchi totali di zone, dei centri urbani, pedonalizzazioni più diffuse... cose del genere. Per il breve periodo...

E per il lungo (non troppo, che il problema come visto , è piuttosto urgente), più che domeniche a piedi, o palliativi analoghi, sistemi forti e strutturati di incentivi e disincentivi. C'è chi, con prospettive più ampie rispetto al solo discorso legato all'inquinamento da auto, parla di Carbon Tax. Ne parlerò anche qui a breve, sinteticamente.

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26 gennaio 2007

Internet Dancing Sensation Matt Harding

Oggi vogliamo proporre il seguente video con l'intento di risvegliare in ciascuno di noi, almeno per qualche minuto, la voglia di viaggiare, di sperimentare nuove culture, e(massi', spariamola ancora piu' grossa) di sentirsi ancora vivi e vibranti, che inevitabilmente ci scompare da sotto il naso, se non con il corpo almeno con la mente.

Per prima cosa una piccola introduzione: il ragazzo che state per vedere e' un americano di 29 anni, che dopo aver lavorato per un paio di anni negli USA, ha deciso bene di prendere tutti i soldi che aveva messo da parte fino a quel punto, e partire per un viaggio intorno al mondo, filmandosi in alcuni dei posti che ha visitato, per creare l'opus che state per visionare.

Vedetelo come un piccolo sfogo personale contro tutte quelle attivita' monotone che ci tengono prigionieri nel nostro micromondo di casa-scuola-lavoro-famiglia-macchina-amici-bollette-etc che inevitabilmente finiscono per deprimerci...

Questo Matt ha anche un blog, nel quale ha raccontato molte delle sue avventure con un certo flair. Se volete saperne di piu'e avete qualche minuto da perdere, cliccate qui, tenendo in mente che e' in inglese...

E adesso signori, ecco a voi il mitico, unico, insuperabile....Matt Harding!!!

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20 gennaio 2007

G. Andreotti, insigne statista dalla primavera del 1980 in poi

Ma insomma, questa vicenda del processo Andreotti come è andata?? E' stato assolto o no? Forse è il caso di dare un'occhiata a questi due video (in tutto una ventina di interessanti minuti). Il primo è un servizio de "Le Iene" di pochi giorni fa ed il secondo è un video di Piero Ricca, più strutturato del primo, con interventi del magistrato Caselli e del giornalista Travaglio.

Buona visione





...Commessi ed estinti!

Mi rimane da fare una piccola riflessione di realpolitik di sinistra:


La conclusione della sentenza della Corte di Cassazione è manipolabile a parole quanto si vuole ma parla abbastanza chiaro, come abbiamo modo di sentire dagli interventi nei video. Legalmente la storia è finita. Sarebbe bello se in un paese civile i mezzi d'informazione e la politica prendessero atto dell'aspetto morale della vicenda e prendessero una posizione consona.

Ma la provocazione che lancio, che poi non è tanto una provocazione, in effetti, è che la difesa mediatica e politica è da ricondurre ad una considerazione pragmatica.

Andreotti è stato effettivamente la principale figura politica dell'Italia dal dopoguerra in poi, cioè un paese povero, senza classe dirigente, senza più un tessuto sociale, quasi Nazione senza Stato.

La vicenda delle frequentazioni mafiose è un aspetto oscuro di un quadro molto chiaro. E cioè l'esigenza di controllare, gestire e riplasmare, in parte per conto terzi, un paese semidistrutto in cui lo Stato non sarebbe mai riuscito ad arrivare (e anche oggi...) in tutte le realtà del Paese. In qualche modo qualche contatto era prevedibile, quasi scontato: io controllo qui, tu dammi una mano lì...

Un tipo di pragmatismo simile a quello che vuole che dopo un cambio di regime politico non ci sia un conseguente ricambio all'interno delle pubbliche amministrazioni e nei ministeri, in cui continuano a lavorare coloro che hanno mandato avanti la macchina fino a quel momento, poiché sono quelli che, operativamente, sanno fare quel mestiere.

Una controprova di questo, pur spiacevole, realismo è la situazione in Iraq. Certo, lì i problemi sono parecchi e molto gravi ma, parte marginale del problema, da un punto di vista statale, è proprio questo: hanno cacciato in blocco dirigenti e funzionari del partito Baathista con conseguenze negative in termini di solidità nel breve termine della macchina istituzionale. Sembrerà un problema marginale...

Per tornare al caso italiano, credo che Andreotti sia stato assolto dall'establishment politico-mediatico per un ragionamento di questo tipo, stesso motivo per cui sembra autoassolversi in pieno (come si nota dalle sue reazioni assolutamente tranquille).

Una sorta di patto politico solidale intergenerazionale.

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7 gennaio 2007

"Che tempo che fa", la politica americana ed una massima geniale

Ho visto poco fa "Che tempo che fa" di Fazio, interessato alla presenza di Gore Vidal, che era lì per presentare la sua autobiografia.

Mi sono rallegrato di vedere in tv un tale personaggio. L'ho seguito, condividendo molti dei passaggi che sentivo, con attenzione. Tale era l'attenzione che sono rimasto stupito dell'incerta traduzione simultanea offerta da Raitre, peraltro in un paio di passaggi importanti:

  1. L'intervistato ha affermato che Saddam è stato fatto fuori perché aveva cominciato a vendere il petrolio in Euro piuttosto che in Dollari. Scelta dalle implicazioni importanti (vedi anche il futuro prossimo dell'Iran, che si sta muovendo in quella direzione...). Traduzione: "Saddam voleva vendere in Euro e non in Dollari". Si, ma cosa?
  2. Gore Vidal ha pronunciato due volte l'espressione, francese, coup d'Etat - colpo di Stato, riferendosi a ciò che è successo negli Stati Uniti dopo l'11 settembre e a ciò che è stato fatto di alcuni diritti costituzionali (vedi Patriot Act). Insomma non una cosa da niente! Capisco che l'espressione fosse francese, ma delle parole così gravi (nel senso di rilevanti) dovevano essere tradotte.
  3. a proposito del Patriot Act, Vidal cita l'habeas corpus ("diritto dell’arrestato di comparire davanti al giudice o alla corte per stabilire la causa e la legittimità del suo arresto"*) e la sua negazione (i più interessati possono leggere "La Corte Suprema e l'emergenza", su associazionedeicostituzionalisti.it). Anche qui, nulla.
Peccato. Forse l'intervista sarebbe potuta proseguire su binari più interessanti.
(L'intervista può essere rivista qui)

E' comunque stato un motivo di stimolo. Ed è a questo proposito che vorrei proporvi la seguente riflessione, per forza di cose molto sintetica:

Quanto continua ad avere senso leggere la politica del Governo Americano solo in termini di lobbies e petrolio? Questo ordine di motivazioni è cominciato a starmi un po' stretto da quando ho iniziato a seguire il dibattito sull'11 Settembre e sull'eventuale complotto.

Che si creda o meno al complotto nei suoi diversi possibili gradi di declinazione, il discorso complessivo continua a non poter avere senso se l'unica motivazione avanzata e riproposta, sia dell'eventuale complotto sia della gestione complessiva della politica interna ed estera del Governo Statunitense, è quella che un gruppo di cattivacci vuole potere e denaro a tutti i costi (vedi eventuale complotto, negazione di alcuni diritti fondamentali per quanto riguarda la politica interna, e guerre per l'estera). Continuerà a non essere credibile.

E mi sembra che questo sia l'unico spunto fornito da Vidal nel pur breve tempo a sua disposizione.

Tutto assume una diversa luce se si leggono gli eventi in altri termini: quelli della lotta per la perpetuazione della società e del modello Americano-occidentale. Continuano a valere i discorsi sul petrolio, le armi e i cattivacci, ma sarebbero sullo sfondo, sarebbero gruppi che approfittano della situazione, non la causa di tutto.

Schematizzando, io credo che il discorso potrebbe essere che chi governa lo Stato - attualmente - più potente del mondo e, per estensione, l'Occidente si pone il problema in questi, o simili, termini: allo stato attuale delle cose - situazione climatica, situazione energetica, petrolio, gas, tassi di crescita mostruosi dei paesi orientali, indebitamento degli USA nei confronti dell'estero spaventoso, dollaro sempre più debole (vedi questo vecchio post) ecc.. - siamo disposti a sacrificare anche parecchie vite umane ora, per salvarne milioni (occidentali, s'intende) tra un centinaio di anni, quando, a quel punto tutta l'energia (parola che in occidente significa sopravvivenza, visto che tutto quello che facciamo, quasi in ogni istante della giornata dipende dall'energia, nelle sue varie forme), che sarà sempre di meno, ed il potere politico ed economico mondiale saranno nelle mani di altri?

O, alternativamente, sull'impianto di questa ipotesi, ma optando per una via di mezzo tra presente e futuro, si potrebbe pensare che il delirio di onnipotenza unilaterale pseudo-umanitario sia un'argomentazione prodotta dal cervello dei suddetti per conciliare abusi, patriottismo deviato e conduzione del timone del mondo nei prossimi decenni di ridefinizione degli assetti politico-economici.

Comunque sia...

Così, per quanto ancora assurdo e terribile, il problema assumerebbe un'altra dimensione. Non sono nella testa di un cinico e freddo governante del mondo, ma un ragionamento di questo tipo potrei anche aspettarmelo.

E penso che, se così fosse - e, a dire il vero, nessuno potrò mai dire se così è o no - le argomentazioni di chi respingesse, come me, questo tipo di ragionamento di attualizzazione del valore di milioni di vite future, dovrebbero essere più profonde e attente e, soprattutto a tono.

Concludo citando la Littizzetto a proposito della debolezza della presa posizione di alcuni (a buon intenditor...) contro la pena di morte:

"...forse siete più a favore della pena di vita che contro la pena di morte"

Geniale.

*dal Dizionario De Mauro consultabile on line

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1 dicembre 2006

Profondo (RED) - Giornata mondiale contro l'AIDS

Invece di comprare i prodotti (RED), che, provoco, aiutano più la nostra coscienza di consumatori consumisti con qualche vago senso di responsabilità e di colpa nei confronti dello stato in cui versa il continente africano, aiutano più la nostra coscienza - dicevo - che chi soffre in Africa, sarebbe bello se in questo giorno noi occidentali, civili ed informati, ci facessimo delle domande, che, da una breve ed informale indagine personale, pochi finora si sono fatti.

Sono sicuro che non tutti sanno rispondere a tutte le domande:

  • Cosa è l'AIDS?
  • Cosa significano le lettere A I D S?
  • Cosa è una sindrome?
  • Che differenza c'è tra sindrome e malattia?
  • Cosa causa l'AIDS?
  • Quando si può dire che una persona ha l'AIDS?
  • Cosa è l'Hiv?
  • Cosa è un test Hiv?
  • Quali sono i motivi per cui gruppi di medici autorevoli, tra cui dei premi Nobel (Duesberg, Kremer, Papadopulos-Eleopulos, Maathai...) dichiarano che ciò che viene dato per scontato da tutti sul tema dovrebbe assolutamente essere rivisto ed approfondito?

Se siete colpiti da quanto poco ne sapete (come lo sono io sul mio conto ancora adesso), penso che sarebbe un bel gesto, che darebbe, da solo, un senso alla giornata di oggi, per voi e per chi vive in prima persona questo dramma, dedicare un minimo del vostro tempo a sapere meglio di cosa si parla.

Io ne so pochissimo, non ho conoscenze di medicina, di farmaceutica, di virologia... insomma non so praticamente nulla di tecnico, ma, ad esempio, personalmente, più che raccogliere fondi per vendere farmaci antiretrovirali, farmaci pesantissimi, ad africani denutriti che vivono in condizioni igienico-sanitarie terribili, preferirei investire sul miglioramento delle condizioni di vita della gente di quel paese e sulle malattie come la malaria o la malattia del sonno che mietono ancora milioni di vittime, e spostare i fondi sulla ricerca, no?

Non lo so... mi piacerebbe se commentaste questo post con i vostri pensieri a riguardo.

E soprattutto sarei molto contento se questo post fosse letto da giovani medici o aspiranti tali che possano racontare cosa ne pensano o comunque spiegare meglio gli argomenti dei "dissidenti".


Per saperne di più:
AIDS (Wikipedia)
Product (RED) (mi ha colpito il tono paradossale del manifesto)

Per informazioni sulle ipotesi dei dissidenti, che prendo da non esperto, ma che sono certamente interessanti e sconcertanti (invito chi può capirne e chi già ne sa di più a commentare! Per smentire o ridimensionare, eventualmente):
Controinformazione AIDS
La verità sull'AIDS (un po' assertivo come titolo, ma...)
Alla ricerca del virus HIV (sul test HIV)
Lo scandaloso ragionamento alla base del test HIV
VirusMyth (in inglese)




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30 ottobre 2006

Reato di linkaggio

Condannato negli Stati Uniti un 23enne proprietario di un sito di link a siti che fornivano file torrent.

Un file .torrent, detto in maniera molto spicciola, è un file di piccolissime dimensioni che una volta scaricato e aperto con un apposito programma (client), mette in contatto l'utente con una rete di altri utenti che possiedono un certo file di grosse dimensioni o parti di esso (per fare degli esempi semplici, un programma, un film, un libro o un disco), cui fa riferimento il file .torrent.
Sulla rete creata vengono scambiati pacchetti del file di grosse dimensioni tra un utente e l'altro in modo da rendere più efficiente e veloce lo scambio del file. Lo scambio quindi non è uno a uno, come nel peer to peer classico, ma avviene tra tutti gli utenti della rete "di scambio". (spiegazione approfondita su Wikipedia della tecnologia Bittorrent)

Scambiare in questo ed in altri modo files coperti da diritto d'autore, come tutti sappiamo, è contrario alle leggi attualmente vigenti in tutti i paesi sul diritto d'autore. Ma fa riflettere, di nuovo, il reato di linkaggio già citato nel caso, pur differente, di Coolstreaming.

La domanda è: quanto tempo ancora le major riusciranno a far valere il loro peso?

Mi spiego.

Io penso che il prezzo dei CD non sia più giustificato. L'evoluzione della tecnologia ha reso i costi di produzione del prodotto compact disc irrisori. La forza lavoro e gli investimenti nelle macchine che servivano per la fabbricazione in sé del cd non sono più necessari: tutti possiamo "produrre a casa".
Io penso che sia giusto retribuire solo il valore aggiunto.
Io penso che questo valore aggiunto non valga quello che costano i cd oggi.
Penso anche che queste continue denunce e condanne non contribuiscano affatto alla causa delle major, né nel breve, né nel lungo periodo... anzi. A meno che non siano accompagnate da campagne di riduzione dei costi a monte e dei prezzi a valle.
Io credo e spero che le attuali major verranno ridimensionate a favore delle etichette minori e indipendenti proprio grazie all'evoluzione della tecnica, alle possibilità offerte dalla rete, all'elaborazione di una legislazione al passo con i tempi, alla ridefinizione del concetto di diritto d'autore ed alla diffusione di forme di garanzia dei diritti di proprietà intellettuale innovative.

(Il simbolo in alto a destra è il simbolo del Copyleft)

Se vi interessa:
Creative Commons, un copyright flessibile per opere creative
Copyleft - Wikipedia
Diritto d'autore - Wikipedia
(L)eft - forme di tutela alternative alla SIAE
GetUpKids - Collettivo Musicale



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19 luglio 2006

Calda estate libanese


Così, tanto per mettere a fuoco la collocazione di alcuni 
stati come Israele, Libano, Siria, Iraq, Iran e Afghanistan (click sull'immagine).

(E già che ci state vedete se riuscite a trovare qual è lo stato che può controllare lo stretto da cui passa la maggior parte delle petroliere dirette nel resto del mondo..)



Perché questa tra Israele e Libano può verosimilmente diventare l'ultima goccia che farà traboccare il vaso non mediorientale ma mondiale?
Perché per un soldato catturato (e non "rapito") dai palestinesi si invade (di nuovo) la striscia di Gaza e si bombarda la sede del governo Palestinese uccidendo varie decine di palestinesi?
Perché per due soldati catturati e otto uccisi si dà il via al bombardamento di Beirut e di altri centri uccidendo varie decine di libanesi?
Perché Israele bombarda Beirut e si fanno le veglie di solidarietà per Israele? 
Perché l'unica cosa che si riesce a dire qui da noi è che l'offensiva di Israele è "sproporzionata"?
Perché l'Occidente è goffamente tollerante verso l'attacco di Israele?
Perché Israele ha dovuto reagire in modo sproporzionato?
Perché l'ONU non interviene, e, a detta di Kofi Annan, non interverrà prima della fine delle ostilità (con quale utilità)?
Che senso ha stare da una parte o dall'altra quando il conflitto che potrebbe nascere nella zona coinvolgendo prima la Siria (vedi qui e qui) poi, magari, l'Iran (vedi qui e qui), e a quel punto gli Stati Uniti, ci coinvolgerebbe tutti tra petrolio, risorse energetiche e magari armi atomiche?
Perché il petrolio sta raggiungendo gli 80 dollari a barile?

Perché questo terribile e temibile polverone si è alzato in un momento in cui sembra che si possa almeno ragionare con l'Iran per quanto riguarda il nucleare?

Poi ho un'ultima domanda: Perché l'inizio della guerra, cioè i bombardamenti in Libano, è avvenuto il giorno dopo l'annuncio della Siria di "porre fine entro dicembre al legame della sua valuta con il dollaro americano ed agganciarla ad una valuta che meglio rappresenti i suoi rapporti commerciali con l' Europa"? (vedi qui e qui in italiano e qui in inglese. E inoltre, per chi non l'avesse letto vi rimando a un post precedente in tema qui)

Per chi ha il tempo e la voglia di cercare di capire meglio cosa ci aspetta nel futuro prossimo, consiglio queste letture:

Si può dare un'occhiata qui per la storia dello Stato di Israele qui per la storia dei conflitti Arabo-Israeliani.

I seguenti sono due articoli di commento
Libano 2006: il peggiore déjà vu
Israele, Libano, e poi Russia, Iran, Pakistan, India.

L'articolo sotto riguarda un documento interessante coscritto da alcuni membri del giro neo-con statunitense con alcuni studiosi israeliani
Taglio netto

Nota: la nostra non è una presa di posizione per alcuna delle parti in gioco, quanto una presa di coscienza della complessità (come anche, in seconda battuta, dell'assurdità) e dei rischi dell'attuale quadro geopolitico e militare mediorientale. 



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12 luglio 2006

La "testata" giornalisica

Che Zidane abbia fatto un gesto coatto non c'è dubbio (non trovo altre parole per esprimere meglio quel gesto). Coatto e esteticamente e intrinsecamente violento.
Tutti si chiedono in questi giorni, in attesa che il diretto interessato, Zidane, si dichiari sull'accaduto, cosa mai abbia potuto dire Materazzi che abbia suscitato una reazione del genere ad un giocatore - che certo aveva già avuto occasione di farsi espellere per gesti violenti in campo - nella situazione di Zizou: pluripremiato, 34enne, in una finale mondiale, all'ultima partita della carriera, successivamente eletto miglior giocatore del mondiale.
L'ipotesi più accreditata (qui l'articolo del Guardian, prima corretto, causa smentita, poi reintegrato) è che Materazzi - che, come lui stesso dice, è un'ignorante - abbia insultato Zidane con parole razziste e in qualche modo in riferimento al terrorismo. E' difficile giudicare dalle immagini della partita.
Sul sito de "La Repubblica" si legge che quella del "Guardian" sarebbe "una versione che non solo non trova riscontri negli spogliatoi degli azzurri, ma viene presto smentita dallo stesso quotidiano (solo in un primo momento, ndr). Non solo: a dimostrazione che il difensore italiano è di indole tollerante il Guardian si spinge a citare l'amicizia che lega Materazzi all'attaccante nigeriano Martins". Mi permetto di segnalare che conosco persone che frequentano altre persone dal colore della pelle non strettamente ariano che fanno "uh uh uh" ai giocatori neri in campo. Quindi mi sembra un po' deboluccia come giustificazione.

Certo, se così fosse, in un mondo completamente avulso dalla realtà, anestetizzato dai fiumi di denaro che ci girano intorno, e popolato da persone dalle capacità intellettive di una tavola di abete, e oltretutto arroganti, "il gesto di Zidane, lontano dall'essere uno spregevole, insondabile, atto di violenza " (pur restando coatto, che è diverso, aggiungo io) "sarebbe visto come l'unico legame con la realtà di questa Coppa del Mondo" (dall'interessante articolo "Zidane e la guerra al terrore" di G. Zamparini, di cui l'originale, in inglese, è su "The Cat Blog")

E', infatti, di oggi la notizia del coinvolgimento dello stesso Materazzi nell'inchiesta sulla testata.
Materazzi: "Quello che ha fatto lui, lo ha visto il mondo intero". Aggiungo che forse tra un po' il mondo intero vedrà pure perché lo ha fatto.
Grazie a questo video (per vederlo dovete cliccare una volta e poi ricliccare dopo il messaggio, per essere indirizzati al video su YouTube). Mi auguro che chi dovrà giudicare disporrà di una copia un poco più nitida, ma nel frattempo chi di voi ha tempo e pazienza potrà cimentarsi a leggere il labiale. Buona visione!



Ecco, mi sento di concludere dicendo che forse il gesto di Zidane non si possa giustificare, ma si possa capire. Ecco, forse sarebbe stato più opportuno un semplice pugno.
Quello che ha detto Materazzi, se verrà in qualche modo confermato, non solo non si può giustificare ma, onestamente, non si può neanche cercare di capirlo tanto è stupido e coatto, quasi più dell'orgogliosa testata.


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