-->
Visualizzazione post con etichetta Politica?. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica?. Mostra tutti i post

4 luglio 2007

Le Chicche di Berlusconi

Preso dal sito di Repubblica, dalla rubrica di Marco Travaglio con il titolo di "Carta Canta".

"Io non vado mai contro gli uomini, casomai faccio critiche alle politiche e alle idee" (Silvio Berlusconi, 2 luglio 2007).

"Veltroni è un miserabile" (Silvio Berlusconi, Ansa, 4 aprile 2000).

"Chiameremo tutti i giorni Amato l'utile idiota che siede a Palazzo Chigi" (Silvio Berlusconi, dopo la nascita del governo Amato, il Messaggero, 21 aprile 2000).

"Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D'Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot" (Silvio Berlusconi, 14 dicembre 2005).

"Prodi? Un leader d'accatto" (Silvio Berlusconi, 22 febbraio 1995).

"Per Prodi si è usata la stessa tecnica di Lenin e Stalin: quella dell'utile idiota: si prende una persona, la si mette lì e ci si nasconde dietro" (Silvio Berlusconi, 15 aprile 1995).

"Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana" (Silvio Berlusconi a The Spectator, 4 settembre 2003).

"Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas" (Silvio Berlusconi, Ansa, 4 aprile 2000).

"Lei ha una bella faccia da stronza!" (alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava e lo invitava a tornarsene a casa, 24 luglio 2003).

P.S. Provate a cercare Berlusconi su Google Images: vi usciranno le cose piu' strane!!!Tra i primi cinque risultati ci sono una foto di Silvio nudo, un fotomontaggio con Adolf Hitler, ed una foto con Silvio che da il dito..



Continua a leggere...

22 maggio 2007

Tania Dervaux: Sesso Orale e Politica



Salve lettori, la storia di oggi si svolge in Belgio, dove e' in corso la campagna elettorale per le elezioni che si terranno il 10 giugno 2007.

Tra i vari candidati, una in particolare ha messo in atto una campagna elettorale a dir poco "provocatoria": la candidata in questione e' Tania Derveaux. Per raccontarvi la sua storia lasciamo la parola alla bella Tania, che scrive cosi' sul suo sito:


Il mio nome e' Tania Dervaux,

sono la candidata al senato del partito NEE in Belgio. E, a furor di popolo, faro' 40,000 pompini a chiunque lo richieda su questo sito.

Tutto e' cominciato con la nostra risposta alle promesse incredibili che sono state fatte da altri partiti in Belgio: molti hanno promesso nuovi posti di lavoro con cifre spropositate. Noi abbiamo risposto con una campagna ironica dove io mi sono fatta fotografare nuda, ed ho promesso ai nostri elettori 400,000 nuovi lavori.

Tutto cio' ha catturato l'attenzione dei media internazionali ed ho ricevuto centinaia di emal chiedendo 400,000 pompini. Se questo ci permettera' di avere ancora piu' voti, sono disposta a dare 40,000 'fellatio' per dimostrarlo.



Ebbene, a quanto pare le richieste non sono mancate, ed il numero stimato di email ricevute e' di ben 100,000.

Come fare allora a mantenere la promessa che sembra impossibile? Sfruttando la potenza della Grande Rete!!! La nostra candidata preferita lo ha fatto girando un video vietato ai minori pubblicato su YouTube e inviato per posta elettronica a tutti gli iscritti all'iniziativa, in cui una donna giapponese simula la 'fellatio'.

In un riquadro c'e' una nota in cui Tania spiega che la donna del video e' la sua assistente a cui ha dovuto fare ricorso dopo aver ricevuto oltre 100mila richieste da potenziali elettori. Il video e', come dire, abbastanza "esplicito", quindi abbiamo scelto di mettere a disposizione il link su Youtube.

Qui la versione del video sottotitolata in inglese, e qui quella sottotitolata in spagnolo.

Lin Chong, questo il nome dell'assistente, durante la simulazione dell'atto non si risparmia battute piccanti su membri del governo USA, in particolar modo Condoleeza Rice e George W. Bush. Vi riportiamo solo alcune tra le numerose chicche presenti nel filmato:

"Pensi che Condoleeza Rice lo farebbe bene come lo faccio io? Nei tuoi sogni!"

"Mr. Bush, un piccolo ometto con una salsiccetta asciutta"

"In cambio del mio servizietto, [Bush] mi ha promesso che avrebbe ritirato le truppe dall'Iraq, ma io non gli credo"

Beh, che dire... sicuramente originale! Non ci resta che aspettare il 10 giugno per vedere se questa campagna elettorale estrema dara' i suoi frutti o meno... Forza Tania!!!


Continua a leggere...

16 aprile 2007

Grillo all'assemblea..


Post prevedibille ma doveroso: vi metto di seguito il link alla versione integrale dell'intervento di Beppe Grillo all'assemblea Telecom. Qualcosa si comincia lentamente e timidamente a muovere...

QUI

Continua a leggere...

20 gennaio 2007

G. Andreotti, insigne statista dalla primavera del 1980 in poi

Ma insomma, questa vicenda del processo Andreotti come è andata?? E' stato assolto o no? Forse è il caso di dare un'occhiata a questi due video (in tutto una ventina di interessanti minuti). Il primo è un servizio de "Le Iene" di pochi giorni fa ed il secondo è un video di Piero Ricca, più strutturato del primo, con interventi del magistrato Caselli e del giornalista Travaglio.

Buona visione





...Commessi ed estinti!

Mi rimane da fare una piccola riflessione di realpolitik di sinistra:


La conclusione della sentenza della Corte di Cassazione è manipolabile a parole quanto si vuole ma parla abbastanza chiaro, come abbiamo modo di sentire dagli interventi nei video. Legalmente la storia è finita. Sarebbe bello se in un paese civile i mezzi d'informazione e la politica prendessero atto dell'aspetto morale della vicenda e prendessero una posizione consona.

Ma la provocazione che lancio, che poi non è tanto una provocazione, in effetti, è che la difesa mediatica e politica è da ricondurre ad una considerazione pragmatica.

Andreotti è stato effettivamente la principale figura politica dell'Italia dal dopoguerra in poi, cioè un paese povero, senza classe dirigente, senza più un tessuto sociale, quasi Nazione senza Stato.

La vicenda delle frequentazioni mafiose è un aspetto oscuro di un quadro molto chiaro. E cioè l'esigenza di controllare, gestire e riplasmare, in parte per conto terzi, un paese semidistrutto in cui lo Stato non sarebbe mai riuscito ad arrivare (e anche oggi...) in tutte le realtà del Paese. In qualche modo qualche contatto era prevedibile, quasi scontato: io controllo qui, tu dammi una mano lì...

Un tipo di pragmatismo simile a quello che vuole che dopo un cambio di regime politico non ci sia un conseguente ricambio all'interno delle pubbliche amministrazioni e nei ministeri, in cui continuano a lavorare coloro che hanno mandato avanti la macchina fino a quel momento, poiché sono quelli che, operativamente, sanno fare quel mestiere.

Una controprova di questo, pur spiacevole, realismo è la situazione in Iraq. Certo, lì i problemi sono parecchi e molto gravi ma, parte marginale del problema, da un punto di vista statale, è proprio questo: hanno cacciato in blocco dirigenti e funzionari del partito Baathista con conseguenze negative in termini di solidità nel breve termine della macchina istituzionale. Sembrerà un problema marginale...

Per tornare al caso italiano, credo che Andreotti sia stato assolto dall'establishment politico-mediatico per un ragionamento di questo tipo, stesso motivo per cui sembra autoassolversi in pieno (come si nota dalle sue reazioni assolutamente tranquille).

Una sorta di patto politico solidale intergenerazionale.

Continua a leggere...

7 gennaio 2007

"Che tempo che fa", la politica americana ed una massima geniale

Ho visto poco fa "Che tempo che fa" di Fazio, interessato alla presenza di Gore Vidal, che era lì per presentare la sua autobiografia.

Mi sono rallegrato di vedere in tv un tale personaggio. L'ho seguito, condividendo molti dei passaggi che sentivo, con attenzione. Tale era l'attenzione che sono rimasto stupito dell'incerta traduzione simultanea offerta da Raitre, peraltro in un paio di passaggi importanti:

  1. L'intervistato ha affermato che Saddam è stato fatto fuori perché aveva cominciato a vendere il petrolio in Euro piuttosto che in Dollari. Scelta dalle implicazioni importanti (vedi anche il futuro prossimo dell'Iran, che si sta muovendo in quella direzione...). Traduzione: "Saddam voleva vendere in Euro e non in Dollari". Si, ma cosa?
  2. Gore Vidal ha pronunciato due volte l'espressione, francese, coup d'Etat - colpo di Stato, riferendosi a ciò che è successo negli Stati Uniti dopo l'11 settembre e a ciò che è stato fatto di alcuni diritti costituzionali (vedi Patriot Act). Insomma non una cosa da niente! Capisco che l'espressione fosse francese, ma delle parole così gravi (nel senso di rilevanti) dovevano essere tradotte.
  3. a proposito del Patriot Act, Vidal cita l'habeas corpus ("diritto dell’arrestato di comparire davanti al giudice o alla corte per stabilire la causa e la legittimità del suo arresto"*) e la sua negazione (i più interessati possono leggere "La Corte Suprema e l'emergenza", su associazionedeicostituzionalisti.it). Anche qui, nulla.
Peccato. Forse l'intervista sarebbe potuta proseguire su binari più interessanti.
(L'intervista può essere rivista qui)

E' comunque stato un motivo di stimolo. Ed è a questo proposito che vorrei proporvi la seguente riflessione, per forza di cose molto sintetica:

Quanto continua ad avere senso leggere la politica del Governo Americano solo in termini di lobbies e petrolio? Questo ordine di motivazioni è cominciato a starmi un po' stretto da quando ho iniziato a seguire il dibattito sull'11 Settembre e sull'eventuale complotto.

Che si creda o meno al complotto nei suoi diversi possibili gradi di declinazione, il discorso complessivo continua a non poter avere senso se l'unica motivazione avanzata e riproposta, sia dell'eventuale complotto sia della gestione complessiva della politica interna ed estera del Governo Statunitense, è quella che un gruppo di cattivacci vuole potere e denaro a tutti i costi (vedi eventuale complotto, negazione di alcuni diritti fondamentali per quanto riguarda la politica interna, e guerre per l'estera). Continuerà a non essere credibile.

E mi sembra che questo sia l'unico spunto fornito da Vidal nel pur breve tempo a sua disposizione.

Tutto assume una diversa luce se si leggono gli eventi in altri termini: quelli della lotta per la perpetuazione della società e del modello Americano-occidentale. Continuano a valere i discorsi sul petrolio, le armi e i cattivacci, ma sarebbero sullo sfondo, sarebbero gruppi che approfittano della situazione, non la causa di tutto.

Schematizzando, io credo che il discorso potrebbe essere che chi governa lo Stato - attualmente - più potente del mondo e, per estensione, l'Occidente si pone il problema in questi, o simili, termini: allo stato attuale delle cose - situazione climatica, situazione energetica, petrolio, gas, tassi di crescita mostruosi dei paesi orientali, indebitamento degli USA nei confronti dell'estero spaventoso, dollaro sempre più debole (vedi questo vecchio post) ecc.. - siamo disposti a sacrificare anche parecchie vite umane ora, per salvarne milioni (occidentali, s'intende) tra un centinaio di anni, quando, a quel punto tutta l'energia (parola che in occidente significa sopravvivenza, visto che tutto quello che facciamo, quasi in ogni istante della giornata dipende dall'energia, nelle sue varie forme), che sarà sempre di meno, ed il potere politico ed economico mondiale saranno nelle mani di altri?

O, alternativamente, sull'impianto di questa ipotesi, ma optando per una via di mezzo tra presente e futuro, si potrebbe pensare che il delirio di onnipotenza unilaterale pseudo-umanitario sia un'argomentazione prodotta dal cervello dei suddetti per conciliare abusi, patriottismo deviato e conduzione del timone del mondo nei prossimi decenni di ridefinizione degli assetti politico-economici.

Comunque sia...

Così, per quanto ancora assurdo e terribile, il problema assumerebbe un'altra dimensione. Non sono nella testa di un cinico e freddo governante del mondo, ma un ragionamento di questo tipo potrei anche aspettarmelo.

E penso che, se così fosse - e, a dire il vero, nessuno potrò mai dire se così è o no - le argomentazioni di chi respingesse, come me, questo tipo di ragionamento di attualizzazione del valore di milioni di vite future, dovrebbero essere più profonde e attente e, soprattutto a tono.

Concludo citando la Littizzetto a proposito della debolezza della presa posizione di alcuni (a buon intenditor...) contro la pena di morte:

"...forse siete più a favore della pena di vita che contro la pena di morte"

Geniale.

*dal Dizionario De Mauro consultabile on line

Continua a leggere...

Chiedi a Prodi

Cito l'interessante notizia da Pandemia:


"...il prossimo ospite del talk show di France 24, The Talk in Paris, sarà il nostro Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Come sempre vale la formula di una intervista in cui alcune domande sono proposte dagli ascoltatori, con un intervento in video di 30 secondi registrato online e pubblicato su Dailymotion. Basta avere una webcam, registrarsi a Dailymotion, registrare il videoclip direttamente da Dailymotion e chiedere di aggiungerlo al gruppo delle domande per France 24.
La trasmissione andrà in onda venerdì 12 gennaio prossimo alle 19.00. Per porre la domanda c'è tempo fino a giovedì."

La trasmissione si può anche vedere online, in inglese, francese o arabo. Per l'italiano... non so.
Interessante, speriamo sia una cosa seria.

Continua a leggere...

5 novembre 2006

Bush vs Kim Jong-il. Fight!


Secondo il sondaggio pubblicato venerdi' dal quotidiano inglese The Guardian, gli Stati Uniti sono ora considerati come una minaccia per la pace nel mondo da parte dei loro alleati piu' stretti, che dimostra quanto la reputazione degli Stati Uniti sia scesa tra i suoi ex-alleati dall'invasione dell'Iraq fino ad oggi.

Il sondaggio mostra inoltre che i britannici vedono George Bush come una minaccia maggiore per la pace mondiale del leader Nord Coreano Kim Jong-il e di Mahmoud Ahmadinejad, presidente Iraniano. Entrambi i paesi fanno parte di quella che il buon vecchio George defini' a suo tempo "l'asse del male", ma e' ora lui quello che fa piu' paura di tutti agli inglesi.

Il sondaggio e' stato svolto dal Guardian in Inghilterra congiuntamente ad altre testate internazionali: Haaretz(Israele), La Presse e Toronto Star(Canada), e Reforma(Messico).

Eccovi un po' di numeri:

  • Il 69% degli intervistati in Inghilterra credono che la politica USA abbia reso il mondo meno sicuro dal 2001 ad oggi, rispetto al 62% dei canadesi ed il 57% dei messicani.

  • Solo un israeliano su quattro afferma che il sig. Bush abbia reso il mondo piu' sicuro, il 30% afferma che al piu' non abbia peggiorato la situazione internazionale, ed il 36% credono che il rischio di un eventuale conflitto internazionale sia aumentato.

  • Rispetto all'invasione in Iraq, il 71% dei britannici, l'89% dei messicani, ed il 73% dei canadesi ritengono che essa sia stata ingiustificata. E' stato inoltre riscontrato che gli USA non hanno aiutato l'avanzamento della democrazia nei paesi invasi, ovvero quello che e' stato poi scelto come motivo ufficiale per giustificare l'invasione dopo che la bufala delle armi di distruzione di massa e' stata smascherata.

Il risultato di tutto cio' e' che Georgie, come noi del blog lo abbiamo soprannominato, e' entrato di diritto nella classifica dei leader mondiali/causa di ansia globale. Egli e' comunque surclassato da Osama Bin Laden in tutti e quattro i paesi, benche' nel Regno Unito i due si ritrovino abbastanza vicini.

Ecco la classifica dei primi cinque con relative percentuali(sondaggio inglese):

Osama Bin Laden 87%

George W. Bush 75%

Kim Jong-il 69%

Hassan Nasrallah 65%

Mahmoud Ahmadinejad 62%

Cosa ne pensate? Fatevi sentire, lettori!!!





UPDATE: abbiamo pensato che sarebbe interessante ricreare questo sondaggio qui sul blog e vedere cosa ne esce fuori, quindi...detto fatto!!! Lo trovate scendendo giu' lungo la parte destra del blog...votate votate votate!!

Continua a leggere...

28 ottobre 2006

Il sindaco risponde

Riportiamo la risposta del Sindaco di Roma Walter Veltroni alla proposta rilanciata dal direttore di "Internazionale", De Mauro, di intitolare ad Anna Politkovskaja una via della Capitale, quella dove attualmente risiede l'Ambasciata della Federazione Russa:

Caro direttore, sono convinto anch'io, come lei, che molti romani sarebbero felici di vederla ricordata come merita, nel modo più alto e profondo. Attraverso il suo giornale, che tante volte ha ospitato i suoi articoli e i suoi reportage dalla Cecenia, voglio allora annunciare che sì: Roma avrà una via dedicata ad Anna Politkovskaja. Non è possibile, per i problemi che ne verrebbero ai residenti, cambiare il nome di una via che ha già una sua denominazione consolidata nel tempo. Ma non per questo avrà meno valore, per noi, legare per sempre ad un luogo significativo della nostra città il nome di Anna Politkovskaja. Una donna coraggiosa, una giornalista che per anni ha raccolto informazioni e divulgato notizie che sono riuscite a squarciare il silenzio, a denunciare le violazioni dei diritti umani compiute dall'esercito del suo paese ai danni del popolo ceceno, martoriato da una guerra ignorata, prima ancora che dimenticata. Anche grazie a lei, però, nessuno potrà dire, un giorno, di non aver saputo. Anche grazie a lei è ancora viva la possibilità, se ce ne sarà la volontà politica, di fare qualcosa per la Cecenia. Quello che ora possiamo fare noi, anche attraverso una via di Roma, è non dimenticare. Non dimenticare il barbaro assassinio di Anna Politkovskaja e la causa per cui si batteva. Non dimenticare lei, la sua passione civile, il suo amore per la verità e per la libertà. Un cordiale saluto,

Walter Veltroni

La gradita risposta conferma le mie (e forse non solo mie...) attese riguardo all'eventualità che la via dedicata alla giornalista russa sia proprio Via Gaeta, la via dell'Ambasciata Russa. In ogni caso al di là di quale sarà poi la scelta finale, fa piacere constatare la disponibilità di Veltroni.


Continua a leggere...

24 ottobre 2006

Via Anna Politkovskaja

Riporto, come proposto da 06Blog, la lettera del direttore di Internazionale, De Mauro, al sindaco di Roma Veltroni in cui si rilancia la proposta di André Glucksmann e Mario Staderini di intitolare una via di Roma in memoria di Anna Politkovskaja, la scomoda giornalista freddata nel suo appartamento, ultimamente, in Russia.

La strada
Caro Walter Veltroni, sono giorni complicati, lo sappiamo. L'incidente nella metropolitana, la Festa del cinema, l'ordinaria amministrazione di una grande città come Roma. Però c'è un favore che vorremmo chiederle. Il filosofo francese André Glucksmann e il radicale italiano Mario Staderini hanno proposto che nelle città europee venga intitolata una strada ad Anna Politkovskaja. Non una strada qualsiasi, ma quella in cui si trovano l'ambasciata o il consolato della Federazione russa, che così avrebbero sulla loro carta intestata o sui biglietti da visita dei funzionari il nome della giornalista. A Roma l'ambasciata è in via Gaeta. Sono certo, e lo sa anche lei, che tanti romani sarebbero felici di veder ricordata così Anna Politkovskaja. Qualche giorno fa lei ha detto in tv che il futuro è meraviglioso. Vuol darcene una dimostrazione concreta? Un cordiale saluto,
Giovanni De Mauro

Condivido pienamente la proposta.
Pur consapevole che, dati i vicoli imposti dalla diplomazia, la probabilità di realizzazione sarà forse direttamente proporzionale alla distanza dall'indirizzo in questione. Stiamo parlando del paese da cui dipenderemo energeticamente e politicamente sempre di più. Vedremo.

Per quando avrete tempo e voglia:
Una condannata, articolo inedito di Anna Politkovskaja
Raccolta di articoli della Politkovskaja su Internazionale.it
Trame e segreti dietro l'omicidio di Anna Politkovskaja (PeaceLink, da "Il sole 24 ore")
Cronista senza tregua, di James Meek (The Guardian)
Post di Beppegrillo.it

Continua a leggere...

23 ottobre 2006

Combattere e fottere

Combattere per la pace è come fottere per la verginità
John Lennon



AGGIORNAMENTO, 19 novembre 2006: non pensavo che la manifestazione sarebbe stata quell'accozzaglia confusa e violenta che è stata. Pur facendo una tara sulla solita retorica dei mezzi di stampa, che riportano ed amplificano solo gli slogan peggiori, non si può non essere dispiaciuti per lo spettacolo di ieri.
Non è il modo per far avvicinare o appassionare le persone al grave problema della Questione Palestinese. E, temo, neanche di mandare un messaggio di vicinanza e/o di pace. La citazione iniziale calza anche in questo caso... Peccato.

Prendo spunto dalla manifestazione nazionale per i diritti del popolo palestinese che si svolgerà a Roma il 18 Novembre per parlare anche del recente quanto probabilmente non visto reportage di Rainews24 "Gaza. Ferite inspiegabili e nuove armi" (Rainews24 è, insieme a Report, l'unica fonte di giornalismo che si possa definire tale in tv. Vi consiglio, al di là di questo post di tenere d'occhio la pagina delle inchieste).

Più che parlarne ve lo segnalo, come sempre. Qui trovate il video dell'inchiesta.

Un'applicazione semplice ma interessante che avevo visto tempo fa in rete è la mappa dinamica della storia del medio oriente.. tanto per farsi un'idea del mix potenzialmente (soprattutto se qualcuno stuzzica) esplosivo di etnie che popola quella zona.



Per finire, vi lascio qui, per quando avrete tempo e voglia, un po' di link per approfondire la questione:

InfoPal
Amira Hass su Internazionale.it (corrispondente da Ramallah del quotidiano israeliano Ha'aretz)
Conflitti Arabo-Israeliani (Wikipedia, già segnalato in precedenza)
Peacelink - Palestina


Continua a leggere...

19 luglio 2006

Calda estate libanese


Così, tanto per mettere a fuoco la collocazione di alcuni 
stati come Israele, Libano, Siria, Iraq, Iran e Afghanistan (click sull'immagine).

(E già che ci state vedete se riuscite a trovare qual è lo stato che può controllare lo stretto da cui passa la maggior parte delle petroliere dirette nel resto del mondo..)



Perché questa tra Israele e Libano può verosimilmente diventare l'ultima goccia che farà traboccare il vaso non mediorientale ma mondiale?
Perché per un soldato catturato (e non "rapito") dai palestinesi si invade (di nuovo) la striscia di Gaza e si bombarda la sede del governo Palestinese uccidendo varie decine di palestinesi?
Perché per due soldati catturati e otto uccisi si dà il via al bombardamento di Beirut e di altri centri uccidendo varie decine di libanesi?
Perché Israele bombarda Beirut e si fanno le veglie di solidarietà per Israele? 
Perché l'unica cosa che si riesce a dire qui da noi è che l'offensiva di Israele è "sproporzionata"?
Perché l'Occidente è goffamente tollerante verso l'attacco di Israele?
Perché Israele ha dovuto reagire in modo sproporzionato?
Perché l'ONU non interviene, e, a detta di Kofi Annan, non interverrà prima della fine delle ostilità (con quale utilità)?
Che senso ha stare da una parte o dall'altra quando il conflitto che potrebbe nascere nella zona coinvolgendo prima la Siria (vedi qui e qui) poi, magari, l'Iran (vedi qui e qui), e a quel punto gli Stati Uniti, ci coinvolgerebbe tutti tra petrolio, risorse energetiche e magari armi atomiche?
Perché il petrolio sta raggiungendo gli 80 dollari a barile?

Perché questo terribile e temibile polverone si è alzato in un momento in cui sembra che si possa almeno ragionare con l'Iran per quanto riguarda il nucleare?

Poi ho un'ultima domanda: Perché l'inizio della guerra, cioè i bombardamenti in Libano, è avvenuto il giorno dopo l'annuncio della Siria di "porre fine entro dicembre al legame della sua valuta con il dollaro americano ed agganciarla ad una valuta che meglio rappresenti i suoi rapporti commerciali con l' Europa"? (vedi qui e qui in italiano e qui in inglese. E inoltre, per chi non l'avesse letto vi rimando a un post precedente in tema qui)

Per chi ha il tempo e la voglia di cercare di capire meglio cosa ci aspetta nel futuro prossimo, consiglio queste letture:

Si può dare un'occhiata qui per la storia dello Stato di Israele qui per la storia dei conflitti Arabo-Israeliani.

I seguenti sono due articoli di commento
Libano 2006: il peggiore déjà vu
Israele, Libano, e poi Russia, Iran, Pakistan, India.

L'articolo sotto riguarda un documento interessante coscritto da alcuni membri del giro neo-con statunitense con alcuni studiosi israeliani
Taglio netto

Nota: la nostra non è una presa di posizione per alcuna delle parti in gioco, quanto una presa di coscienza della complessità (come anche, in seconda battuta, dell'assurdità) e dei rischi dell'attuale quadro geopolitico e militare mediorientale. 



Continua a leggere...

9 luglio 2006

I timori di Mr. Dollar


Se, un giorno, i maggiori produttori di greggio domandassero euro in cambio dei loro barili, avremmo l'equivalente finanziario di un attacco nucleare
Bill O' Grady, AG Edwards

Questa è bella. E' bella perché ho avuto esperienza personale di un caso di informazione viziata. L'altra sera durante un TG1 della notte hanno dato tra le ultime notizie, come se fosse una notiziola qualsiasi, la conertibilità del Rublo russo. Il massimo che sono riuscito a trovare sulle edizioni online dei quotidiani italiani è questo scialbo pezzettino de "Il Sole 24 Ore"!
Ora, mi rendo conto che non tutti siano interessati nella vita di tutti i giorni a sinili tematiche e che non tutti padroneggiano in modo approfondito concetti come la convertibilità di una moneta con le implicazioni che questo porta con sé, ma questa notizia è piuttosto importante, se non fondamentale, nel quadro politico e geopolitico internazionale. Anche perché la convertibilità del rublo è affiancata alla decisione di cominciare a vendere petrolio e gas in Rubli e non più in Dollari. Cosa che anche l'Iraq aveva cominciato parzialmente a fare dal 2000 e l'Iran dal 2003...
Come corredo agli articoli sotto metto qui il grafico dell'andamento degli ultimi 5 anni del tasso Euro/Dollaro, tanto per avere un'idea di quale sia il trend.


La situazione del Dollaro cominicia a essere piuttosto critica. E parte delle decisioni internazionali degli Stati Uniti sono probalilmente da ricondurre a questo. La perdita di importanza sul piano degli scambi energetici internazionali dellla moneta americana accoppiata con l'enorme debito pubblico rendono il quadro drammatico.

E' una questione che suggeriamo di approfondire per poter analizzare in modo più consapevole il quadro internazionale attuale.

Per appofondimenti:
Sulle condizioni del Dollaro
Il potere del dollaro nero

Su Russia e petroRubli
Vladimir Putin e l'ascesa del petroRublo (del quale non condivido i passaggi finali sui meriti di Putin)
Le nuove borse del petrolio, Russa ed Iraniana

Sulla commercializzazione del petrolio in Euro
Commercializzare il petrolio in Euro
Iran: la sfida dell'Euro al petroDollaro

Alcuni degli articoli non sono molto recenti ma comunque interessanti.


Continua a leggere...